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I primi Dèi nell’alba della Storia dell’Umanità

Filippo Bardotti, dottore di Ricerca in Archeologia e autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative, da anni si occupa di studi riguardanti i misteri sull’origine e lo sviluppo delle antiche civiltà. Collaboratore delle più importanti riviste di settore quali «Archeomisteri», «Fenix» ed «Hera», ha pubblicato i saggi “L’Alba della Civiltà: dall’Indonesia alla Turchia le prove definitive per risolvere il mistero sull’origine della Civiltà” (Anguana Edizioni 2015) e “Sulle Tracce dei Vigilanti. Un mistero biblico millenario finalmente svelato” (Età dell’Acquario 2017). Da quest’ultimo libro è tratto, grazie all’Autore, l’interessante estratto che la Redazione di “Arcadia” propone ai Lettori.

Nel mio nuovo libro dal titolo “Sulle Tracce dei Vigilanti. Un mistero biblico millenario finalmente svelato” (Età dell’Acquario 2017, Fig. 3) esamino dettagliatamente le numerose testimonianze archeologiche ed iconografiche provenienti da taluni siti della Mezzaluna fertile settentrionale, tra i quali il complesso neolitico di Catalhöyük, attestanti a mio modo di vedere l’esistenza in un remoto passato di un gruppo molto ristretto di iniziati, gli Irin o Vigilanti, i custodi e guardiani di un’arcana e perduta Conoscenza. Ma chi erano questi misteriosi custodi o guardiani? E quali sono le testimonianze in nostro possesso riguardanti la loro esistenza? Per tentare di rispondere a queste domande è anzitutto necessario spostare la nostra attenzione nel Vicino Oriente e più precisamente nella città nota con il nome di Tell es-Sultan, con ogni probabilità la Gerico di biblica memoria, nota ai più in quanto secondo le Sacre Scritture fu la prima città conquistata dopo sette giorni di assedio dagli israeliti guidati da Giosuè in cerca della Terra Promessa.

Azzurrina di Montebello: mistero o altro?

Fra i numerosi luoghi d’Italia che vengono collegati a presunte manifestazioni di carattere paranormale, il castello di Montebello di Torriana, in provincia di Rimini (fig. 1),

 

Fig. 1 - Una veduta del castello di Montebello (RN)

Fig. 1 – Una veduta del castello di Montebello (RN)

è quello che fa parlare maggiormente di sé. All’interno delle sue mura, infatti, si dice che ancora oggi dimori il fantasma di una bambina, nota come Azzurrina.

La vicenda di Azzurrina è pressoché familiare a chiunque si sia interessato, anche in modo superficiale, di fenomeni paranormali. Se ne è parlato molto – troppo – e quasi sempre in forma soggettiva, attraverso il racconto di aneddoti ed esperienze personali; in casi del genere – come si sa – l’elemento emotivo tende a predominare su quello razionale.

Uno studio del caso in sé mediante il ricorso a un metodo scientifico di ricerca che abbia come presupposto una ricostruzione basata su prove concrete e disponibili non è mai stato tentato e – aggiungerei – desiderato.

Scopo di quest’articolo è:

  1. presentare gli elementi a disposizione per un’analisi del caso di Azzurrina;

  2. scartare il materiale non pertinente o non dimostrabile intorno alla vicenda e selezionare le informazioni reali;

  3. sulla base delle informazioni reali ottenute, fornire una plausibile chiave di lettura degli eventuali risultati conseguiti.