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Category ArchiveClipeo-UFOlogia

Gli UFO e il problema del metodo

In una recentissima discussione, presente anche nel gruppo Facebook del “Progetto Arcadia”, Stefano Panizza, notissimo ex-admin del sito “Centro Studi Fortiani” ha espresso alcune interessanti considerazioni.

«PRIMA riflessione “misteriosa” sull’anno appena passato. È ormai un dato di fatto che nella interpretazione dei fenomeni anomali si tenda a dare la “colpa” al testimone stesso che li racconta. Cioè, questo mente, ha avuto un’allucinazione, ha patito un fenomeno ipnopompico, ha male interpretato un evento atmosferico, si è autoguarito, etc.
Insomma, da anni c’è il ritorno ad una sorta di antropocentrismo, dove tutto gira attorno all’Uomo stesso.
Quindi, non esistono alieni nei nostri cieli, anime disincarnate nei nostri castelli, miracoli che scendono dal cielo, etc.
Non credo che questa sia la strada corretta per trovare delle risposte, appunto perché è solo “una” strada. Nel momento in cui non si hanno elementi per trarre dei conclusioni, fare delle scelte mi sembra quanto meno inopportuno. Ed infatti, la “conoscenza” è ad un punto morto».

La seconda riflessione è forse ancora più importante, e si muove nel solco di un vecchio lavoro che pubblicai anni fa:

«Anno nuovo, vita nuova, verrebbe da dire. Perché sarò coinvolto con altri colleghi in un nuovo progetto che partirà a breve. Sarà gestito nell’ambito di una associazione internazionale che si occupa essenzialmente di paranormale ma che si sta aprendo ad altre prospettive del “mistero”.
In sostanza, cercheremo di “fare ufologia” ma in un modo un po’ diverso dal solito. Sì, perché UFO e paranormale sono delle semplici etichette che nascono più dalla soggettiva aspettativa ed interpretazione del ricercatore e del testimone che da una reale specificità dei fatti.
Quindi, il forte desiderio è di studiare e raccontare il mondo degli UFO nei suoi molteplici aspetti, con una forte attenzione a tutto quanto direttamente o indirettamente si può interfacciare con esso. Un lavoro davvero complesso e per questo non può che essere una faccenda di squadra. E lo faremo tramite pubbliche conferenze e le pagine di un sito web, con articoli sia metodologici (cioè, sul lato teorico e di approccio alla materia) che testimoniali (vale a dire, indagati personalmente), allo scopo di far emergere quanto di “anomalo” dovesse saltar fuori.
Vi terrò aggiornati…»

Il “Progetto Arcadia” non vede l’ora di essere aggiornato. Proponiamo dunque qui, all’attenzione di Stefano e di tutti, un articolo di proposta metodologica concreta pubblicato oltre un lustro fa da Fabio Marino. La via ci sembra ancora interessante, e siamo disposti, naturalmente, a collaborare per una profonda revisione degli elementi classificatori  e di studio dei -chiamiamoli così…- fenomeni anomali.

Fenomeni clipeologici nel libro di Isaia?

Nell’ambito della complessa casistica ufologica, è tornata di moda, dopo un considerevole periodo di oblio, l’identificazione (più o meno presunta) di fenomeni anomali nell’antichità. Si parla quindi con sempre maggiore frequenza di avvistamenti nei tempi remoti; di teoria del paleocontatto; di teoria degli antichi astronauti. Tuttavia, è emersa, a mio giudizio, un’evidente scarsa qualità nella classificazione generale dei fenomeni a possibile valenza ufologica; classificazione a cui veniva annessa invece (e giustamente) notevole importanza da parte dei Ricercatori degli anni ’60 del secolo scorso. Correttamente infatti andrebbe ancor oggi operata una chiara distinzione fra ufologia e clipeologia.

La distinzione principale fra le due categorie, fondata essenzialmente su criteri cronologici (su cui si può magari discutere, ma che rappresentano un elemento importante, in quanto espressione della cultura e del sistema di credenze delle varie epoche storiche) sembra essere una strada efficace nell’analisi di accadimenti straordinari vissuti dall’uomo.

Faces, Trabes, Globi, Cometae nell’antichità

Nella letteratura e nelle cro­nache di tutti i tempi i segni del cielo ed i prodigi sono stati spesso considerati con timore reverenziale, come avvertimenti divini agli uomini peccatori affinché si ravvedano, evitando così castighi ancora più grandi. Comete, meteoriti, corpi celesti mai visti, fiaccole nel cielo, piogge prodigiose e altri tipi di eventi anomali sono altret­tante ragioni per prevedere pestilen­ze, guerre, carestie e disastri naturali a conferma di questi messaggi “miracolosi”, che comunque avvengono di solito nell’ambito dell’osservazione empirica.

Molti hanno cercato di ridurre la corposa casisti­ca (sparpagliata negli scritti di parecchi autori clas­sici) in una classificazione ordinata per tentare di spiegare questi fenomeni alla luce delle conoscenze moderne e per stabilirne almeno approssimativamente una frequenza statistica, nel tentativo di formulare ipotesi con una base scientifica accettabile. A rendere in ogni caso difficile il rapporto di questi eventi con la Scienza contribuisce non poco la coloritura “teologica” con cui la credenza popolare rivestiva e riveste queste manifestazioni. Gli antichi non la pensavano così, tanto che autori come Giulio Ossequente, Corrado Licostene (sul quale esiste un bel libro di Marta Luchino Chionetti)

Corrado Licostene

e Marco Frytsche

La Croce nel cielo di Migné

Il piccolo comune di Migné è situato a cinque chilometri circa da Poitiers nella Vienne, vicino al fiume Auxence —il cui nome si aggiunge oggi alla cittadina dopo che fu sola prerogativa del prossimo castello dalla torre quadrata del XV secolo— oggi conta meno di 300 abitanti. Nel XIX secolo era molto più popoloso, e fu testimone in quegli anni ’20 di un avvenimento molto particolare la cui fama si propagò ben oltre i confini della piccola regione attraverso la stampa e specialmente dell’antica rivista, di tipo prevalente mente religioso, «Ami de la Religion et du Roi» (il periodico è posseduto, nella collezione completa, sia dalla Pontificia Università Gregoriana di Roma, che  dalla Biblioteca Nazionale Centrale). È la prima pubblicazione relativa a due rapporti, di cui il primo diede origine ad una inchiesta del Vescovo di Poitiers, il quale incaricò una  commissione appositamente nominata di chiarire i fatti. Questo secondo rap­porto è pubblicato quasi per intero con il titolo «Relazione dell’apparizione di una croce a Migné», estratta dal giornale ecclesiastico nr. 1309 intitolato «L’Ami de la Religion et du Roi. Versione italiana» (Firenze, tip. G. Formigli, 1827). Del testo, convalidato da 50 firme di testimoni giudicati attendibili, e sulle risultanze di ricerche molto ampie

La Clipeologia

Breve articolo per spiegare, a chi ancora non conoscesse, cos’è la Clipeologia. Di cosa si occupa e qual è la sua storia.ufodipinto1 Che cos’è la Clipeologia?La clipeologia o paleoufologia è una disciplina che studia le presunte manifestazioni di UFO verificatesi nei secoli passati. Questi studi sarebbero iniziati nel 1953 quando nell’opera intitolata “Flying Saucers”, dell’astronomo e scettico Donald Menzel, riportò uno strano fenomeno raccontato da Plinio il Vecchio. Menzel lo spiegò come un fenomeno naturale; in seguito a ciò, alcuni studiosi e appassionati di UFO cominciarono a ricercare nei testi di autori antichi i racconti di strane apparizioni nei cieli, compilando liste di tali fenomeni e ritenendoli simili, a velivoli tipo UFO. Il termine “Clipeologia” fu coniato