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Archivio mensilegennaio 2018

Gli UFO e il problema del metodo

In una recentissima discussione, presente anche nel gruppo Facebook del “Progetto Arcadia”, Stefano Panizza, notissimo ex-admin del sito “Centro Studi Fortiani” ha espresso alcune interessanti considerazioni.

«PRIMA riflessione “misteriosa” sull’anno appena passato. È ormai un dato di fatto che nella interpretazione dei fenomeni anomali si tenda a dare la “colpa” al testimone stesso che li racconta. Cioè, questo mente, ha avuto un’allucinazione, ha patito un fenomeno ipnopompico, ha male interpretato un evento atmosferico, si è autoguarito, etc.
Insomma, da anni c’è il ritorno ad una sorta di antropocentrismo, dove tutto gira attorno all’Uomo stesso.
Quindi, non esistono alieni nei nostri cieli, anime disincarnate nei nostri castelli, miracoli che scendono dal cielo, etc.
Non credo che questa sia la strada corretta per trovare delle risposte, appunto perché è solo “una” strada. Nel momento in cui non si hanno elementi per trarre dei conclusioni, fare delle scelte mi sembra quanto meno inopportuno. Ed infatti, la “conoscenza” è ad un punto morto».

La seconda riflessione è forse ancora più importante, e si muove nel solco di un vecchio lavoro che pubblicai anni fa:

«Anno nuovo, vita nuova, verrebbe da dire. Perché sarò coinvolto con altri colleghi in un nuovo progetto che partirà a breve. Sarà gestito nell’ambito di una associazione internazionale che si occupa essenzialmente di paranormale ma che si sta aprendo ad altre prospettive del “mistero”.
In sostanza, cercheremo di “fare ufologia” ma in un modo un po’ diverso dal solito. Sì, perché UFO e paranormale sono delle semplici etichette che nascono più dalla soggettiva aspettativa ed interpretazione del ricercatore e del testimone che da una reale specificità dei fatti.
Quindi, il forte desiderio è di studiare e raccontare il mondo degli UFO nei suoi molteplici aspetti, con una forte attenzione a tutto quanto direttamente o indirettamente si può interfacciare con esso. Un lavoro davvero complesso e per questo non può che essere una faccenda di squadra. E lo faremo tramite pubbliche conferenze e le pagine di un sito web, con articoli sia metodologici (cioè, sul lato teorico e di approccio alla materia) che testimoniali (vale a dire, indagati personalmente), allo scopo di far emergere quanto di “anomalo” dovesse saltar fuori.
Vi terrò aggiornati…»

Il “Progetto Arcadia” non vede l’ora di essere aggiornato. Proponiamo dunque qui, all’attenzione di Stefano e di tutti, un articolo di proposta metodologica concreta pubblicato oltre un lustro fa da Fabio Marino. La via ci sembra ancora interessante, e siamo disposti, naturalmente, a collaborare per una profonda revisione degli elementi classificatori  e di studio dei -chiamiamoli così…- fenomeni anomali.